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la Fondazione Maxxi di Roma – arte e interessi personali

di Domenico Cornacchione

Il MAXXI, o meglio, la Fondazione Maxxi di Roma, è da mesi, ormai, nell’occhio del ciclone per la gestione non proprio idilliaca di Giovanna Melandri (ex ministro dei Beni Culturali e ora presidente della Fondazione Maxxi). La polemica ruota attorno allo stipendio della Melandri. Va ricordato che appena eletta, anzi, appena nominata presidente, aveva promesso di rinunciare a qualsiasi compenso economico. Ovviamente non è stato così. Per approfondire questo tema suggeriamo la lettura di quest’articolo di qualche mese fa che riassume bene tutta la vicenda. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/24/maxxi-stipendio-non-autorizzato-giovanna-melandri/1295337/

Questa sconsolante vicenda ha messo in secondo piano le ultime mostre della Fondazione Maxxi, per altro di livello medio basso. Il 30 aprile 2015, però, è stata inaugurata una mostra personale di LARA FAVARETTO che vale la pena di vedere, di sicuro la miglior mostra tra quelle ospitate in questo periodo al Maxxi. La mostra, aperta fino al 20 settembre 2015, s’intitola GOOD LUCK.Arthur-Cravan Ettore-Majorana

L’artista ha omaggiato una serie di personaggi erigendo per loro una serie di “cenotafi scultorei”. Il cenotafio è una tomba vuota, un monumento sepolcrale dal valore puramente simbolico, serve a conservare la memoria di un defunto. Nascoste nei volumi di queste tombe, o poste accanto ad essi a contatto con la terra, vi sono scatole di metallo, che custodiscono alcuni oggetti appartenuti o dedicati agli scomparsi. Tra i personaggi scelti dall’artista ci sono Amelia Mary Earhart, Arthur Cravan, Robert James “Bobby” Fischer, Donald Crowhurst, Ambrose Gwinnett Bierce, Howard Phillips Lovecraft, Nikola Tesla, Thomas P. “Boston” Corbett e Ettore Majorana.GoodLuck_089

La mostra è stata realizzata con il sostegno della Galleria Franco Noero di Torino, a dimostrazione, ancora una volta, di come le gallerie sfruttino i musei per aumentare le quotazioni dei loro artisti… ma questa è un’altra storia!

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