Montani al Museo Andersen: una mostra senza opere!

di Domenico Cornacchione

Nello scorso anno abbiamo definito la mostra personale di Giuliano Vangi la peggior mostra del 2014, e non siamo stati nemmeno leggeri con il curatore dell’esposizione, il professor Gabriele Simongini. Per dare una possibilità di “replica” al curatore siamo stati a visitare una sua nuova mostra, questa volta al Museo Andersen di Roma, di cui abbiamo parlato più volte. Questa volta Simongini ha scelto di curare una personale di Matteo Montani, che si è inaugurata sabato 13 dicembre. A dimostrazione che i nostri giudizi sono liberi da ogni condizionamento dobbiamo dire che questa volta la mostra è certamente migliore di quella di Vangi.

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Il gusto del professore per il figurativo resta evidente, ma c’è spazio anche per opere dal sapore più concettuale. Molte delle sculture esposte, e realizzate da Montani per l’occasione, sono realizzate in cera, e pensate per essere “distrutte” durante la mostra tramite una candela posta sotto le basi di ferro delle sculture. Noi le abbiamo trovate spente, e lo sono per gran parte del tempo. Ovviamente per lasciare traccia delle opere che altrimenti sarebbero scomparse definitivamente già dal primo giorno. Le opere in cera richiamano alcuni elementi dipinti sul soffitto, e questo crea un bel dialogo con il museo. La mostra è aperta fino al primo febbraio 2015, ma affrettatevi ad andarci, prima che le candele distruggano del tutto le opere!

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