Parchi d’arte contemporanea, tra vandalismo e assenza.

di Domenico Cornacchione

Chi ci segue sa che ci occupiamo prevalentemente di mostre, eventi e musei di Roma e provincia, raramente “sconfiniamo” e scriviamo di altri posti. Un’eccezione l’abbiamo fatta quando ci siamo occupati di un parco d’arte contemporanea all’aperto che si trova a Casacalenda (CB) in Molise. Nello stesso articolo abbiamo dimostrato come due parchi d’arte distanti ma simili soffrano dell’annoso problema della manutenzione delle opere. I due parchi in questione sono appunto il MAACK (acronimo di MUSEO all’APERTO d’ARTE CONTEMPORANEA KALENARTE) di Casacalenda (CB) e la collezione di opere ospitata nel parco di “Villa De Sanctis” a Roma, tra via Casilina e via dei Gordiani. A distanza di un anno e mezzo siamo tornati a vedere la situazione. Nel parco di Ville De Sanctis a Roma non è, purtroppo, cambiato in sostanza nulla. Le solite opere danneggiate dai soliti vandali, le solite scritte pseudo romantiche incise sulle sculture e il solito verde pubblico molto curato che contrasta estremamente con lo stato di abbandono delle sculture. A Casacalenda, invece, qualcosa è cambiato, non esattamente in meglio, però.

Diodato
L’opera di Baldo Diodato. Com’era…
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l’opera di Baldo Diodato. Oggi.
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L’opera di Baldo Diodato. Oggi.

Se il parco d’arte di Ville De Sanctis sembra ormai un progetto abbandonato, non è cosi per il MAACK, che in questo ultimo periodo ha arricchito con nuove opere la sua collezione. Il grande problema resta, ancora una volta, la manutenzione. Così l’opera di Baldo Diodato “Poker di stelle”, realizzata meno di due anni fa, oggi si presenta completamente danneggiata. In questo caso, il nostro sospetto è che si sia trattato di una scelta sbagliata dei materiali da parte dell’artista e dei suoi collaboratori. Certo è che la vernice che ricopre l’opera non ha ceduto di schianto, ma si è danneggiata poco per volta. Ci risulta, da testimonianze raccolte sul posto, che i primi distaccamenti di vernice ci sono stati nel dicembre 2014, quasi un anno fa. Non era forse il caso di intervenire subito portando l’opera al coperto e studiare soluzioni per evitare il completo distaccamento della vernice? Questo capita perché spesso si “combatte” per accaparrarsi gli onori, ma mai gli oneri. Noi non sappiamo a chi spetti la manutenzione delle sculture del MAACK, forse al Comune, forse all’Associazione Culturale Kalenarte che gestisce il museo, quello che sappiamo e che si continuano ad accumulare opere che vengono, poi, abbandonate al loro destino.

Altra opera abbandonata a se stessa è “il poeta”, la monumentale scultura realizzata da Costas Varotsos. Gli alberi del bosco che circonda la statua sono stati tagliati e venduti alcuni anni fa dalla Fondazione Caradonio di Blasio che è la proprietaria del terreno su cui sorge l’opera.  In seguito alle proteste dei cittadini la Fondazione si rese disponibile a rimediare al danno realizzando un rimboschimento mirato a ripristinare la situazione iniziale. Siamo andati a verificare ed effettivamente ora il bosco è rigoglioso di 20151103_141956vegetazione, ma si tratta di vegetazione spontanea e che quindi sta crescendo in modo casuale.

Quello che però ci rammarica molto è dover registrare ancora una volta i soliti atti vandalici contro il nostro patrimonio artistico. Protagonista, suo malgrado, ancora una volta “il poeta”. Qualcuno, ed è facile immaginare che si tratti di giovani annoiati, si è divertito a piantare sulla statua un ramo a simulare un fallo (come si può vedere nelle foto in basso). Gesto grave che evidenzia, ancora una volta, la necessità di riprogettare l’idea di museo all’aperto affinché la cittadinanza, e in particolare i giovani, si possano sentire parte attiva del progetto MAACK.

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